Fare per Cambiare
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Carta dei Valori

I valori fondanti e le linee di indirizzo politiche e strategiche di Fare per Cambiare.

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Vedi anche: Statuto · Codice Etico

Liberali · Europeisti · Democratici · Moderati · Progressisti

FARE PER CAMBIARE: Liberali nei principi, europeisti nella visione, democratici nel metodo, moderati nell'approccio, progressisti negli obiettivi. Ricostruire la fiducia dei cittadini nella politica attraverso l’accoglienza di tutte le proposte e accompagnare l'Italia verso un futuro da coprotagonisti in un’Europa federale, autorevole e influente.

I — IL NOSTRO METODO

FARE PER CAMBIARE non è un partito di protesta: è un soggetto di governo. La differenza non sta nelle parole, ma nel metodo: ogni proposta che avanziamo è accompagnata da una stima di costo, da indicatori di risultato e da un cronoprogramma. Non promettiamo miracoli. Promettiamo lavoro serio, rendicontazione trasparente e la disponibilità a riconoscere gli errori e correggerli.

Analisi prima dell'ideologia
  • I problemi vengono studiati con dati e confronto internazionale, non interpretati attraverso lenti preconcette. Rifuggiamo populismi, estremismi e dogmi ideologici.
  • Siamo liberali, progressisti, europeisti, moderati e democratici: questi valori guidano le nostre proposte.
  • Il nostro orizzonte non sono le prossime elezioni, ma il prossimo decennio. Le riforme necessarie — politiche, economiche, sociali, culturali — richiedono visione strategica e piani di lungo periodo.
  • Ogni impegno programmatico è accompagnato da un indicatore verificabile e da una scadenza temporale.
Partecipazione e governance
  • Rigettiamo l'autoreferenzialità. La partecipazione attiva dei cittadini — ciascuno secondo le proprie competenze — è condizione necessaria per identificare i problemi reali e costruire soluzioni credibili.
  • Le strutture del partito promuovono questo dibattito, ne sintetizzano i contributi e li traducono in proposte organiche e percorribili.
  • Pluralismo interno: nessun pensiero unico, nessun leader inamovibile. La forza del partito sta nella qualità collettiva.
  • La proposta politica nasce dal lavoro dei Gruppi tematici, che possono includere, secondo le modalità statutarie, esperti della società civile.
  • Consultazioni territoriali degli iscritti con sondaggi periodici.
  • Ogni territorio propone la rosa dei candidati per le elezioni locali e le circoscrizioni nazionali e/o europee; gli organi nazionali devono obbligatoriamente valutarle.
  • Fare per Cambiare non ambisce né sostiene il conseguimento di cariche pubbliche che non siano strumentali al perseguimento degli obiettivi politici dichiarati.
Trasparenza e rendicontazione

Rendicontiamo pubblicamente i risultati con periodicità regolare, attraverso una dashboard accessibile a tutti i cittadini. Quando si sbaglia lo si riconosce e si corregge la rotta.

Comunicazione e alleanze
  • Comunichiamo con efficacia, anche su temi impopolari, adattando il linguaggio ai destinatari senza mai alterare i contenuti né rinunciare a onestà e coerenza.
  • La fiducia dell'opinione pubblica si costruisce nel tempo e si guadagna con ogni cittadino ragionevole, indipendentemente da appartenenza politica, ceto sociale o condizione personale.
  • Alleanze selettive: collaboriamo con chiunque condivida i nostri valori fondanti e la visione democratica liberale, il riformismo responsabile e il pragmatico europeismo, indipendentemente dall'etichetta politica tradizionale.
Integrità

Adottiamo un metodo fondato su onestà intellettuale, condivisione, cooperazione, trasparenza e rispetto reciproco. Richiediamo a ogni membro integrità, coerenza, concretezza, spirito critico e atteggiamento costruttivo.

II — I NOSTRI VALORI FONDANTI

01 Politiche basate sulla realtà

Le scelte politiche devono fondarsi sul principio di realtà, poggiare sull'analisi di fatti e dati oggettivi, ed essere misurate e valutate con metodo scientifico.

02 Efficienza della spesa pubblica

Rivedere ed eliminare enti e partecipate inutili, oltre a riformare la gestione della spesa pubblica inefficiente.

03 Libertà individuale

La libertà personale, economica e civile è il fondamento di ogni altra conquista civile. Lo Stato ha il compito di garantire i diritti, non di comprimerli: ogni norma che limita l'autodeterminazione dei cittadini deve superare il vaglio stringente della necessità e della proporzionalità.

04 Europa federale

L'Italia non ha futuro fuori dall'Europa. Vogliamo un'Unione più politica e meno burocratica, dotata di capacità di bilancio comune, di una politica estera unitaria e di istituzioni democraticamente responsabili di fronte ai cittadini europei. Serve un'Europa autorevole, assertiva e protagonista globale.

05 Democrazia partecipativa

La democrazia rappresentativa va rafforzata con strumenti di partecipazione diretta: Gruppi Tematici per l'elaborazione delle proposte politiche, elezioni con candidati radicati e scelti dal territorio, piattaforme digitali per la collaborazione e consultazione civica.

06 Stato efficiente e fisco equo

Una pubblica amministrazione digitale, snella, semplice, uniforme e orientata ai risultati è precondizione per lo sviluppo economico, l'efficacia delle libertà e ogni altra riforma, fiscale inclusa: senza di essa anche le migliori politiche rimangono sulla carta.

07 Giustizia sociale attiva

La libertà è vuota senza equità. Sosteniamo politiche che riducano le disuguaglianze e promuovano il merito: un welfare che investa sulle persone e le accompagni nei momenti di difficoltà, senza trasformare l'assistenza in una dipendenza strutturale che blocca anziché liberare.

08 Responsabilità e trasparenza

Chi governa risponde delle proprie scelte con obiettivi dichiarati, rendicontazione pubblica e conseguenze reali in caso di fallimento. La politica ritrova credibilità solo smettendo di promettere l'impossibile e iniziando a consegnare il possibile in tempi certi.

09 Stato laico

Lo Stato è neutrale rispetto a tutte le fedi religiose e non discrimina chi non ne professa alcuna. Promuoviamo un'integrazione civica, istituzionale, linguistica ed economica che metta ogni persona nelle condizioni di partecipare pienamente alla vita democratica del paese. La soglia non è la conformità culturale, ma l'inviolabilità della dignità della persona, l'uguaglianza tra uomini e donne, la tutela dei minori e il rifiuto di ogni violenza ed estremismo.

10 Giustizia, merito e pari opportunità

Un sistema giudiziario giusto e rapido è pilastro della libertà individuale, dell'economia e del contratto democratico: riformarlo è una priorità irrinunciabile. Vogliamo inoltre una società in cui il punto di arrivo dipenda dall'impegno e dal talento, non dalle condizioni individuali e/o sociali. Per questo investiamo nell'uguaglianza dei punti di partenza: istruzione accessibile, meritocrazia con la creazione delle condizioni per la valorizzazione dei talenti e per la mobilità sociale effettiva.

11 Immigrazione governata

Riconosciamo il diritto umano a cercare una vita migliore. Un'immigrazione regolamentata può essere una risorsa, purché incanalata attraverso efficaci processi di integrazione, ben gestiti e controllati. Chi entra deve rispettare le regole democratiche, sociali, culturali e linguistiche del Paese d'ingresso; chi non lo fa non è benvenuto e va respinto in modo definitivo.

12 Crescita sostenibile

Crescita economica e tutela dell'ambiente non sono in contraddizione: sono due facce della stessa sfida. Sosteniamo una transizione ecologica guidata dalla scienza, dall'innovazione tecnologica e dal pragmatismo industriale, non dall'ideologia; questo produrrà indipendenza strategica e una migliore qualità della vita, creando nuove opportunità economiche ed occupazionali.

III — LA DIAGNOSI

L'Italia non è condannata al declino. Ma è urgente riconoscere senza autoinganni le ragioni strutturali che frenano il paese da oltre trent'anni, perché solo una diagnosi onesta consente una terapia efficace.

Un'economia stagnante con talenti in fuga

Dal 1999 il PIL pro capite italiano è cresciuto meno di qualsiasi altro paese dell'area euro. Le retribuzioni reali sono ferme, il cuneo fiscale sul lavoro è tra i più alti d'Europa, le PMI faticano a crescere per dimensione e investimenti in R&S. Nel frattempo, centinaia di migliaia di giovani laureati lasciano il paese ogni anno, attratti da sistemi più meritocratici e da salari più competitivi. La crisi demografica non è la causa del declino: ne è la conseguenza.

Istituzioni lente e burocrazia soffocante

Un processo civile italiano dura in media tre volte più che in Germania. Un permesso edilizio richiede mesi o anni. La pubblica amministrazione è percepita come un ostacolo più che come un alleato. Questo scoraggia gli investimenti esteri, rallenta le imprese italiane e alimenta l'illegalità come scorciatoia. La digitalizzazione parziale ha creato nuovi strati burocratici invece di semplificare.

Sanità sotto pressione, welfare diseguale, stipendi fermi

Il Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio da difendere, ma è sotto pressione: liste d'attesa insostenibili, carenza strutturale di medici e infermieri, divario crescente tra Nord e Sud nella qualità dei servizi. Il sistema pensionistico consuma risorse enormi ma lascia senza adeguate garanzie chi ha avuto carriere discontinue, spesso i più giovani e le donne. Il welfare è ancora troppo categoriale e poco orientato ai servizi.

Populismo come risposta sbagliata a problemi reali

Le promesse impossibili, la manipolazione dell'informazione, la demonizzazione dell'avversario e la retorica identitaria hanno occupato il dibattito pubblico senza produrre soluzioni. Il populismo e il sovranismo non hanno riportato l'Italia a crescere: hanno consumato tempo prezioso e ridotto ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È il momento di tornare alla politica come servizio, non come spettacolo.

IV — IL PROGRAMMA

01 Stato snello, PA efficiente

Digitalizzazione integrale dei servizi pubblici. Applicazione e potenziamento degli istituti di semplificazione amministrativa già previsti, potenziando la valutazione di tutti i ruoli della PA e rendendo effettiva anche la licenziabilità. Introduzione della valutazione della qualità dei servizi da parte degli utenti. Carriere pubbliche basate sul merito e su obiettivi misurabili, non sull'anzianità.

02 Giustizia rapida e garantista

Separazione delle carriere tra giudici e PM. Responsabilità civile effettiva dei magistrati. Piano straordinario per abbattere l'arretrato civile. Obbligatorietà della mediazione nelle controversie commerciali. Presunzione di innocenza come principio non negoziabile. Rispetto effettivo della privacy nelle varie fasi procedimentali.

03 Fisco equo e crescita economica

Riduzione del cuneo fiscale, con priorità ai redditi medio-bassi. Lotta strutturale all'evasione. Incentivi pluriennali stabili per R&S e innovazione (Industria 5.0). Semplificazione fiscale e revisione delle agevolazioni fiscali inefficienti.

04 Lavoro di qualità e salari europei

Salario minimo orario legale calibrato sugli standard europei accompagnato da politiche di incremento della produttività. Detassazione dei premi di produttività. Contratti di inserimento con tutele progressive per under 30. Riforma degli ammortizzatori sociali: universali, temporanei, condizionati alla riqualificazione. Parità salariale di genere con meccanismi di enforcement efficaci.

05 Istruzione e ricerca come priorità assoluta

Tempo pieno universale nella scuola primaria. Carriera docente basata su valutazione e formazione continua. Aumento del finanziamento pubblico alla ricerca. Diritto allo studio effettivo: borse per la parte più povera dei meritevoli. Incentivi strutturali al rientro dei ricercatori italiani dall'estero.

06 Sanità: universale, territoriale, digitale

Aumento della spesa sanitaria pubblica. Case della Comunità come presidi territoriali integrati. Fascicolo sanitario elettronico unico e interoperabile. Piano per abbattere le liste d'attesa. Progressivo adeguamento salariale per medici e infermieri ai livelli europei.

07 Pensioni: dignità oggi, equità domani

Pensione di garanzia per chi ha avuto carriere discontinue. Uscita flessibile a 64 anni per lavori gravosi. Previdenza complementare incentivata fiscalmente (deducibilità al 100% con innalzamento del limite annuo). Busta arancione digitale per la trasparenza sulle proiezioni pensionistiche. Valutazione obbligatoria di sostenibilità a 45 anni per ogni riforma previdenziale.

08 Made in Italy: sistema integrato

Agro-alimentare: tracciabilità per i prodotti DOP/IGP che registri in modo immutabile e trasparente tutti i passaggi della filiera; azione diplomatica e legale sistematica contro l'Italian sounding sui mercati internazionali; riforma fiscale del passaggio generazionale in agricoltura per ridurre gli oneri che frenano il ricambio imprenditoriale.

Moda e Design: riconoscimento e accreditamento internazionale delle scuole italiane di design come rete di eccellenza; fiscalità neutra sui materiali eco-sostenibili, eliminando le distorsioni normative che oggi penalizzano chi innova.

Manifattura Hi-Tech: “Competence Center” pubblico-privati nei distretti industriali, finanziati per gara su risultati misurabili; rimozione degli ostacoli regolatori e fiscali che scoraggiano il reshoring, senza sussidi diretti.

Turismo: semplificazione normativa e certezza del diritto per la valorizzazione dei borghi e del patrimonio diffuso; infrastruttura digitale aperta e interoperabile per la promozione turistica; certificazione volontaria di qualità dell'accoglienza con valore di mercato riconoscibile. Diplomazia unificata del Made in Italy nei principali mercati globali a tutela del marchio.

09 Europa federale e difesa comune

Sostegno convinto al processo federale europeo: bilancio europeo strutturale, Ministro delle Finanze UE, completamento dell'Unione Bancaria. Difesa Comune Europea come complemento — non alternativa — alla NATO: Joint Procurement, aggregazioni industriali. Cyber-sicurezza nazionale integrata nel network europeo. Progressiva unione di sanità, welfare, istruzione e norme interne di ogni Stato. Stessa tutela della salute, stessa assistenza sociale, stesse competenze, stesse leggi, stessa Europa.

10 Transizione energetica e clima

Prevalenza di energia elettrica da fonti rinnovabili. Iter autorizzativi per gli impianti rinnovabili in tempi brevi. Apertura al nucleare di terza generazione “avanzata” (III+) e agli SMR. Ecobonus strutturale selettivo per l'efficienza negli edifici. Piano nazionale di adattamento climatico con fondi pluriennali certi.

11 Diritti, parità e coesione sociale

Parità di genere reale: congedo parentale facoltativo paritario tra madre e padre di 5 mesi entro i 3 anni del bambino, asili nido pubblici per i bambini sotto i 3 anni, certificazione di parità per le imprese che accedono a contratti pubblici. Ius scholae per chi nasce o cresce in Italia e completa un ciclo di almeno 8 anni nel sistema scolastico italiano. Immigrazione governata: canali legali calibrati sul fabbisogno del lavoro, integrazione che unisce diritti e doveri, rimpatri rapidi per chi non ha titolo o delinque.

12 Democrazia rinnovata e partecipazione

Elezioni con candidature proposte dal territorio e sottoposte all'approvazione degli organi competenti. Piattaforme digitali per la consultazione civica. Rendicontazione pubblica con dashboard anche dei risultati del governo.

V — LA VISIONE STRATEGICA

Un paese che non teme il futuro. La risposta ai cambiamenti demografici, geopolitici, tecnologici, inclusa l'AI, non è la chiusura difensiva, ma la capacità di guidare le trasformazioni invece di subirle.

Un welfare che libera anziché assistere

Il sistema di protezione sociale del futuro non può essere né il vecchio assistenzialismo categoriale né il laissez-faire puro. Vogliamo un welfare generativo che accompagni le persone nei momenti di difficoltà investendo nella loro capacità di riscatto al fine di generare valore aggiunto per la società. Formazione continua durante le crisi occupazionali, servizi di cura che liberino tempo e consentano — specialmente alle donne — di partecipare pienamente al mercato del lavoro, politiche abitative che rendano le grandi città accessibili ai giovani.

Un'Italia forte in un'Europa forte

Non piangiamo sulle regole europee: proponiamo di cambiarle quando sono sbagliate e di rispettarle quando hanno senso. L'Italia deve tornare a essere uno dei motori dell'integrazione europea, non un freno o un problema. Una difesa comune europea non è solo un obiettivo ideale: è la risposta concreta all'instabilità geopolitica che mina la sicurezza di tutto il continente. Un mercato dei capitali integrato è la condizione per finanziare le imprese europee invece di cedere terreno ai concorrenti americani e cinesi.

La politica come “mestiere” serio

La politica è l'arte di trasformare valori in azioni, idee in leggi, problemi in soluzioni. Richiede competenza tecnica, coerenza nel tempo e il coraggio di sostenere posizioni impopolari quando sono giuste. FARE PER CAMBIARE vuole essere la casa di chi crede che la qualità della classe dirigente sia la variabile più importante per il futuro del paese. Non un partito di un solo leader, ma una comunità politica capace di selezionare, formare e rinnovare i propri rappresentanti.

Un'Italia libera, capace, protagonista. Questa Carta dei Valori è il punto di partenza di un percorso collettivo aperto al contributo di chiunque condivida la convinzione che l'Italia possa e debba tornare a crescere. Non attraverso le scorciatoie del populismo, non attraverso la rassegnazione del conservatorismo, ma attraverso la paziente, coraggiosa e competente opera di chi sceglie di fare — per cambiare davvero.

Il cambiamento non si annuncia: si costruisce, insieme! Un'Italia libera, giusta e protagonista in Europa.