Il nostro programma politico
Il nostro programma è un lavoro collettivo, in divenire, che nasce dal confronto nei nostri Gruppi Tematici, aperti a tutti gli iscritti.
Documento in lavorazione
Il nostro programma è un lavoro collettivo, non una dichiarazione calata dall'alto.
Emergerà dai lavori dei Gruppi Tematici, aperti a tutti gli iscritti, a partire dai seguenti ambiti:
- Politica interna
- Politica estera
- Temi sociali
- Economia e lavoro
Verrà aggiornato man mano che nuove idee, analisi e contributi arriveranno sul tavolo, si trasformeranno in proposte, verranno dibattute e approvate.
Vuoi partecipare? Iscriviti e porta il tuo contributo.
Stay tuned for more.
— Quindi, mi dica: siete l'ennesimo partito di centro?
Non ci collochiamo politicamente. Ci definiamo democratici, progressisti, europeisti, liberali, moderati. Non siamo affezionati a politiche di destra né di sinistra. Analizziamo i singoli problemi, valutiamo le singole soluzioni.
— Ho capito, siete l'ennesimo partito di centro. Ce n'era proprio bisogno?
La differenza sta nel fatto che il nostro partito non ha un nome e cognome, un leader padronale, un menu di ricette preimpostato. Le idee e le proposte salgono dalla base al vertice, non il contrario.
— Quindi siete populisti come i cinquestelle. Siete grillini?
I cinque stelle hanno applicato la logica dell'"uno vale uno". Noi non crediamo affatto che "uno valga uno", crediamo che ciascuno possa contribuire, in base alle proprie capacità e competenze, a valutare le questioni e proporre soluzioni concretamente implementabili.
— Concretamente, cosa vuol dire? Dovrete pur avere una posizione. Ad esempio, siete favorevoli o contrari al ponte sullo Stretto?
Bene, prendiamo questo esempio. Mezza Italia ritiene che sia uno spreco di denaro pubblico e un regalo alle mafie. Molti lo ritengono insostenibile economicamente. Altri al contrario lo ritengono un'opera strategica e fondamentale. Noi crediamo che bisogna guardare senza pregiudizi a costi, rischi, benefici e opportunità, valutandoli nel lungo periodo. L'Italia, e particolarmente il Sud, ha bisogno di investimenti coraggiosi in infrastrutture; non ha bisogno di cattedrali nel deserto, opere buone solo a sè stesse e a chi le commissiona. Quindi va guardato il disegno complessivo, vanno valutati i numeri. Se l'impresa vale la spesa, i soldi ci sono. Abbiamo speso 120 miliardi per il superbonus. Ogni anno lo Stato e l'INPS pagano complessivamente 400 miliardi in pensioni. 400 miliardi all'anno: il costo del ponte è pari a due settimane di erogazioni pensionistiche. Ora, nessuno qui si sogna di abolire le pensioni o il welfare sociale, le pare? Dobbiamo però decidere le priorità: capisce anche lei che un paese che, per principio, considera un tabù intoccabile il sistema pensionistico con tutte le sue storture e sperequazioni, e si rifiuta di adoperare l'1% di quelle risorse per investimenti strategici, è un paese già morto.
— Ma la proposta vera e concreta, dunque, quando arriva?
I Gruppi Tematici stanno lavorando. I contenuti saranno pubblicati man mano che verranno approvati.
Vuoi dire la tua? Entra a far parte della Squadra del FARE! Partecipa all'associazione e al lavoro dei Gruppi Tematici.
Per approfondire i nostri valori e indirizzi politici, consulta la Carta dei Valori e lo Statuto.