La guerra in Ucraina non riguarda soltanto i confini di uno Stato o gli equilibri militari dell’Europa orientale. È una sfida politica, strategica e ideale che investe direttamente il futuro dell’Unione Europea, la sua credibilità internazionale e la capacità di difendere i valori su cui si fonda.
A quasi quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, una domanda continua a imporsi: quale ruolo vuole e può giocare l'Europa in questo conflitto?
Non possiamo limitarci a osservare gli eventi, affidando ad altri le decisioni che riguardano la nostra sicurezza e il nostro futuro. L'Europa è chiamata a confrontarsi con una realtà che mette alla prova la sua capacità di agire come soggetto politico, oltre che economico: una realtà nella quale diplomazia, difesa, sicurezza energetica e autonomia strategica sono diventate questioni inseparabili.
La guerra in Ucraina non è soltanto uno scontro territoriale o militare. È anche il confronto tra modelli politici e visioni del mondo differenti. In gioco ci sono il principio di sovranità degli Stati, il rispetto del diritto internazionale, la libertà dei popoli di scegliere il proprio futuro e, più in generale, la tenuta dell'ordine democratico europeo.
Ma quali strumenti ha davvero a disposizione l'Unione Europea? E soprattutto, quali dovrebbe avere il coraggio di utilizzare?
È da queste domande che vogliamo partire, senza rifugiarci in slogan o posizioni precostituite.
Il confronto riguarda questioni tanto delicate quanto concrete: dal significato del pacifismo nelle condizioni attuali alle prospettive di una soluzione diplomatica; dal sostegno militare all'Ucraina all'eventualità di una no-fly zone; dalle forniture di armamenti alla ricostruzione del Paese, fino al suo possibile ingresso nell'Unione Europea.
Sarà inevitabile discutere anche del rapporto con la Russia, delle condizioni necessarie per una pace duratura e del rischio di un'escalation militare. Perché sostenere l'Ucraina e perseguire la pace non sono necessariamente obiettivi contrapposti: la vera questione è individuare quali scelte possano renderli concretamente compatibili.
Per discutere di questi temi, Fare per Cambiare, insieme agli amici di Astra Europa, organizza un incontro in diretta web con la partecipazione di Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo e fondatrice di Spazio Pubblico.
Interverranno:
- Alfredo Mangano – Direttivo di Fare per Cambiare
- Giovanni Curti – Presidente e membro del Direttivo di Fare per Cambiare
- Pietro Gorilskij – Astra Europa
- Giorgio Cacciaguerra – Astra Europa
L'appuntamento è per venerdì 6 novembre alle ore 18:00, in diretta sui canali social di Fare per Cambiare e Astra Europa.
Ci sarà spazio per il confronto e per le domande di chi ci seguirà, perché una discussione sul futuro dell'Europa non può essere soltanto un esercizio tra addetti ai lavori: riguarda tutti i cittadini europei.
L'Europa deve decidere che cosa vuole essere: un osservatore degli equilibri internazionali o un protagonista capace di incidere sul proprio destino.
Noi crediamo che sia arrivato il momento di affrontare questa scelta con consapevolezza, responsabilità e visione politica, perché il futuro dell'Ucraina riguarda anche il futuro della nostra Europa.
Saremo in diretta su: