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I volti dell'Associazione, fino al primo Congresso.

Andrea Paolo Verardi
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Andrea Paolo Verardi

Membro del Direttivo

Nel 1969, a 16 anni, a Viareggio, ho passato l'estate illustrando ai villeggianti le problematiche della fame del mondo.

Nel 1988, sono entrato nella Lega Lombarda, grazie all'allora Tesoriere Maurizio Balocchi, quello succeduto ad Alessandro Patelli, quello dei 200 milioni di lire della tangente Enimont, la Madre delle tangenti, perché ritenevo che quel neonato partito potesse cambiare la politica italiano. Con Maurizio Balocchi e Antonio Magri, allora responsabile del SAL, Sindacato Autonomista Lombardo, dal notaio Farassino di Milano, abbiamo fondato la Federcasa, il Sindacato della Lega, per la gestione delle problematiche abitative del Paese. — Per inciso, il vice di Antonio Magri era Rosi Mauro... Quando la vidi vice presidente del Senato, per la vergogna mi informai se potessi diventare apolide... — Dopo l'unione delle diverse liste autonomiste del Nord nella Lega Nord, nel 1993 ho partecipato alla campagna elettorale per eleggere Marco Formentini sindaco di Milano. Dopo pochi mesi dall'elezione di Formentini, sono uscito dalla Lega Nord dicendo a Balocchi che avevo aderito alla Lega perché volevo cambiare le regole della politica per costruire una nuova Italia, non per collaborare alla formazione di un partito uguale agli altri.

Ho partecipato attivamente alla "Lista civica nazionale per la Repubblica dei Cittadini", con Oliviero Bea, Elio Veltri, Francesco Pardi e Roberto Alagna, esperienza conclusa dopo qualche anno senza un effettivo decollo.

Ho partecipato attivamente a Qui Milano Libera, fondata da Piero Ricca, Francesco Baraggino, Diego Fabricio ed Elia Mariano. Qui Milano libera era un gruppo di cittadini amici, non sudditi, unito dalla onesta passione civile, che prendeva sul serio la Costituzione, difendeva i valori della legalità e dell'etica pubblica.

Qui Milano Libera si opponeva alla manipolazione ed alla censura dell'informazione e coltivava "il vizio della memoria". Memorabili le domande scomode a qualunque politico facesse capolino a Milano.

L'8 settembre 2007 ho aiutato ad organizzare il primo V-day del Movimento 5 Stelle a Milano. Sono diventato organizer di Olbia, dove sono residente, ed ho partecipato a tutte le riunioni nazionali fino a quando non sono stato "bannato" per le mie idee non allineate con quelle della dirigenza.

Il 1 gennaio 2025, dopo tre mesi di osservazione, mi sono iscritto ai Drin Drin, ravvisando nel programma quello spirito di cambiamento del Paese che da anni non vedevo. Eletto delegato della Lombardia, già dal Congresso di Abano Terme mi è stato chiaro che Ora! è un movimento politico con un condottiero che non ammette la critica, attorniato da una parte di sudditi idolatranti il condottiero e da una parte di sudditi idolatranti le seggiole.

A 73 anni, non ho più tempo davanti a me per vedere il cambiamento del nostro Paese, ma voglio comunque provare a dare il mio contributo, sperando che qualche giovane di oggi possa trarne vantaggio nel futuro.

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